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Serge Latouche - I pericoli della mondializzazione PDF Stampa E-mail

«L'anno scorso eravamo sull'orlo del baratro; quest'anno abbiamo fatto un gran passo in avanti.»

Questo sproposito, detto da un ministro algerino qualche anno fa, rivela in pieno lo spirito dell'epoca. La fede nel progresso ci coinvolge al punto da farci diventare inconcepibile il non andare avanti. Così ci ritroviamo a bordo di un bolide, che non ha retromarcia, né freni, né conducente. Non occorre essere profeti per prevedere il futuro di questa megamacchina. Essa può solo fracassarsi contro un muro o sprofondare in un precipizio. Le mucche pazze, le modificazioni genetiche e altri cloni non sono altro che i primi segni della grande implosione. La mondializzazione partecipa pienamente alla natura di questo processo.

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Alain De Benoist - Siamo più umanitari. E meno umani PDF Stampa E-mail

Tocqueville osservava che «raramente nei secoli democratici gli uomini si sacrificano l’uno per l’altro», mentre «mostrano una generica compassione per ogni essere umano» (La democrazia in America). Osservazione giustissima, ma è incerto se tale tendenza si possa attribuire alla democrazia e alla «parificazione delle condizioni» che per Tocqueville le è connessa. Qui meglio invocare il ruolo della borghesia, il cui avvento ha emarginato sia valori aristocratici, sia valori popolari, sostituendoli con ciò che ancora Tocqueville chiamava passioni «debilitanti»: ascesa dell’egoismo, ansia di benessere, desiderio di sicurezza.

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Susanna Tamaro - La modernità contro la natura PDF Stampa E-mail

«Una società che ha perso i ritmi delle stagioni non ha più futuro».
Viviamo in tempi di assolute certezze e di pochi dubbi. Tempi in cui non sembra esserci spazio per le inquietudini, le malinconie, i sentimenti più sottilmente umani che sono alla base di tanta letteratura che ci ha formato e fatto crescere. Alla cultura si è sostituita l' informazione, la denuncia, il consumo, la polemica. Niente sedimenta, tutto scorre. E così mi sono trovata a riflettere sul significato e l' origine della parola «cultura».

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Luisa Bonesio - Una terra plurale PDF Stampa E-mail

Il titolo vuole richiamare l'attenzione su quella che è la posta in gioco e insieme l'apparente aporia di un pensiero della Terra e delle identità: l'unità e la pluriversità che un nomos che sia davvero tale deve contemperare. Imperativo che è innanzitutto simbolico, sacrale ed ecologico: il tutto (della Terra) si dà di volta in volta in aspetti e configurazioni dotati di significato che sono sempre singolari, pur riconnettendosi (per contiguità o disgiunzione) ad ogni altra. Come ho avuto più volte modo di affermare, la Terra è una, pur dandosi in una molteplicità di volti, rivelandosi in una pluralità di modi: idiomi, paesaggi, culture, nature, forme comunitarie, stili; e qualsiasi riduzione o semplificazione di questa complessità costituisce un attentato all'integrità stessa del nostro abitare sulla Terra.

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De benoist - Il liberalismo contro le identità collettive PDF Stampa E-mail

Non essendo nato dall’opera di un’unica persona, il liberalismo non si è mai presentato come una dottrina unificata. Gli autori che vi si sono richiamati ne hanno fornito interpretazioni talvolta divergenti, se non contraddittorie. Era in ogni modo necessario che vi fossero tra loro abbastanza punti comuni da poter considerare sia gli uni che gli altri autori liberali. Questi punti comuni consentono di definire il liberalismo in termini di scuola. li liberalismo è prima di tutto una dottrina economica, che tende a fare del modello del mercato autoregolatore il paradigma di tutti i fatti sociali. Quello che chiamiamo liberalismo politico non è altro che una maniera di applicare alla vita politica dei principi dedotti da questa dottrina economica, la quale tende per l’appunto a limitare quanto più possibile la funzione del politico. È in questo senso che si è potuto affermare che una “politica liberale” era una contraddizione in termini. D’altro canto, il liberalismo è una dottrina che si fonda su un’antropologia di tipo individualistico; in altre parole, poggia le sue fondamenta su una concezione dell’uomo inteso come un essere non basilarmente sociale.

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Latouche - Manifesto del Doposviluppo PDF Stampa E-mail

La corrente di pensiero che si riferisce alla decrescita ha conservato fino a oggi un carattere quasi confidenziale. Nel corso di una storia già lunga ha prodotto, ciò nonostante, una letteratura non disprezzabile che si trova rappresentata in numerosi campi di ricerca e d'azione nel mondo. Nata negli anni sessanta, il decennio dello sviluppo, da una riflessione critica sui presupposti dell'economia e sul fallimento delle politiche di sviluppo, questa corrente riunisce ricercatori, attori sociali del Nord come del Sud portatori di analisi e di esperienze innovatrici sul piano economico, sociale e culturale. Nel corso degli anni si sono intrecciati dei legami spesso informali tra le sue diverse componenti e le esperienze e le riflessioni si sono mutuamente alimentate.

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Marino Badiale, Massimo Bontempelli - Punti critici per una nuova forza politica: contro lo sviluppo PDF Stampa E-mail

Una nuova forza politica che voglia combattere contro la decadenza del nostro paese deve mettere in questione i dogmi che sono alla base del pensiero e dell’azione delle forze politiche attualmente esistenti. Il primo è la nozione di sviluppo intesa come crescita del PIL. Il secondo è la coppia destra/sinistra, rispetto alla quale discuteremo qui la nozione di “sinistra”.

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