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Fermare l'aggressione contro la Libia! |
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Fermare l'aggressione! La nostra guerra di Libia continua, nella piena illegalità con cui è cominciata. L'abbiamo fatta sulla base di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che viola la Carta delle Nazioni Unite, perché la Libia non stava affatto minacciando la pace e la sicurezza internazionale.L'abbiamo fatta sulla base di un'ondata di informazioni false che non sono state mai verificate: non c'erano i 10 mila morti, non c'erano le fosse comuni; non ci sono mai stati bombardamenti su manifestazioni civili. Migliaia di missioni di bombardamento della Nato, cui noi partecipiamo, hanno già prodotto centinaia di morti di civili. Noi uccidiamo e non proteggiamo. Siamo intervenuti in una guerra civile sostenendo una parte contro l'altra senza nemmeno sapere chi sono quelli che diciamo di sostenere. E finanziamo la rivolta con decine di milioni di euro. Tutto questo non è nemmeno scritto nella risoluzione dell'Onu. Senza nessuna legittimità noi puntiamo all'uccisione del capo di uno Stato sovrano. E questo assassinio, già eseguito contro uno dei suoi figli, viene pubblicamente auspicato e conclamato dai capi delle potenze occidentali di cui siamo alleati. Stiamo assistendo inerti a un ritorno alla barbarie. La vergogna di questo atteggiamento infame deve essere distribuita equamente tra tutte le forze politiche italiane. Solo rare voci si levano a protestare. Il pacifismo è inerte e tace anch'esso. Ma noi non possiamo accettare in silenzio tutto ciò. Non è in nostro nome che si uccide, violando ancora una volta la nostra Costituzione. Noi non abbiamo voce, ma vogliamo parlare a chi è ancora in grado di ascoltare. Questa aggressione deve finire.
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MZ appoggia gli "Indignados" spagnoli |
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Mentre dalle nostre parti ci si scalda per questioni come la "battaglia" tra Pisapia e la Moratti, altrove, come in Spagna per esempio, dove stanno assaggiando le attenzioni del FMI e di Standard & Poor's, ci si sta organizzando per andare, sembra, nella direzione giusta. A Madrid sono diversi giorni che i cosiddetti "indignados" stanno occupando la "Puerta del Sol", la piazza principale della città, seguiti da altre città spagnole. Si era partiti per protestare contro il ridicolo bipolarismo di plastica che oramai campeggia ovunque -non più solo negli Usa- e si è finiti per arrivare al nodo del problema, ossia all'offensiva dei grandi capitali finanziari contro i Paesi europei più deboli per scardinare l'euro e l'economia europea. Non sappiamo se la contemporanea messinscena costruita per cacciare Strauss-Kahn dal Fmi, sia solo una coincidenza o qualcosa di più. Di fatto, tira una brutta aria. Per ora, limitiamoci a esprimere tutto il nostro incondizionato appoggio ai cittadini spagnoli per il loro coraggioso intervento. Forse, a breve, in piazza dovremo scendere anche noi. |
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Appello di Uniti e Diversi contro l'intervento militare in Libia |
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No ad ogni intervento militare contro uno stato sovrano
Dopo il voto, inaccettabile, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato, insieme alla no-flight zone, il ricorso a "tutte le misure necessarie" (di fatto il via libera ai bombardamenti), si moltiplicano le notizie di un imminente intervento militare anglo-francese (con una misera foglia di fico araba) sulla Libia. Noi, che siamo cittadini di un paese che porta responsabilità grandi per la situazione che storicamente si è creata in quel paese, ci dichiariamo disponibili a sostenere ogni azione legittima che contribuisca a fermare lo spargimento di sangue e a trovare una soluzione politica alla crisi, mentre dichiariamo la nostra ferma contrarietà ad ogni azione bellica condotta dall'esterno contro un paese sovrano. Quale che sia il regime, quale l'ordinamento che lo regge, la Libia resta un paese sovrano. Un paese diviso, in preda a una guerra civile assai grave, che ha già prodotto migliaia di vittime, ma non vi sono tribunali esterni, tanto meno armati, che potranno sciogliere legittimamente i nodi che vi si sono aggrovigliati. Non c'è alcuna legittimità in questa impresa, se verrà tentata. L'obiettivo è consegnare la Libia a un partner affidabile in qualità di fornitore di materie prime energetiche. Sappiamo già che la no-flight zone sarà presa come pretesto per bombardamenti, come al solito "chirurgici", di cui altri morti, militari e civili, saranno il prezzo che il popolo libico dovrà pagare. Ironia della sorte, toccherà di nuovo a Francia e Inghilterra il ruolo infausto che assunsero nella lontana crisi di Suez. Allora agirono apertamente nel loro interesse. Oggi fingono di farlo per "ragioni umanitarie".
Massimo Fini, Giulietto Chiesa, Maurizio Pallante, Marino Badiale, Gennaro Carotenuto, Angelo Del Boca, Fernando Rossi, Alex Zanotelli.
Firma la petizione di "Uniti e Diversi" contro l'intervento militare in Libia, clicca qui:
Firma l'appello
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Berlusconi complice di Israele? Noi stiamo con l'Iran |
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Il Presidente del Consiglio Berlusconi, con un discorso in ginocchio al parlamento di Tel Aviv, giudica giusto il massacro di 1.500 civili palestinesi di un anno fa, quando gli Israeliani arrivarono a impiegare persino le armichi chimiche (fosforo bianco) contro la popolazione inerme. L'Occidente a guida Usa riprende ad agitare lo spauracchio iraniano, accusando il paese degli ayatollah di perseguire un programma nucleare con l'intento di aggredire Israele, quando invece finora dalle ispezioni diligentemente accettate dall'iran non è emersa alcuna prova che l'uranio impoverito in mano ai ricercatori di Ahmadinejad sia stato prodotto al di fuori dei fini civili dichiarati, diritto sacrosanto di uno Stato sovrano. Israele, invece, rifiuta di creare una commissione d'inchiesta che indaghi sulle atrocità commesse durante l'operazione "Piombo fuso" contro la striscia di Gaza. Come sempre, la loro memoria e sete di giustizia è ferma all'Olocausto. |
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